IL TRIPLICE BENE
Vi e' un intimo legame tra identita' e formazione. Il triplice bene che e' caratteristica del carisma camaldolese delinea anche il programma della nostra formazione. E' un cammino spirituale che ogni monaco e' chiamato a vivere nella koinonia della vita fraterna, nell'esperienza della solitudine fino a maturare il totale dono di se'.
La comunione fraterna, ossia il primo bene, si costruisce sulla relazione personale, mediante la comprensione, l'ospitalita' reciproca, il dialogo e il servizio. Tale comunione trova il punto culminante nella celebrazione comunitaria della sacra liturgia.
La solitudine, ossia il secondo bene, indica tanto l'ambiente esteriore che la disposizione interiore. Il monaco cerca di coltivare lo spirito di silenzio e di attenzione per conseguire la quies ossia hesychia, che deve accompagnare l'intera vita del monaco. La solitudine della cella offre il contesto favorevole per l'ascolto della Parola di Dio e per l'intima unione con Dio mediante la preghiera personale. A sua volta, lectio divina e preghiera personale conducono ad arricchire il silenzio (cfr. Cost. di B. Rodolfo, 44).
Infine, il terzo bene, cio' che viene chiamato evangelium paganorum, o martyrium (VQF, cap. 4 e 7), esprime la radicalita' della dedizione monastica e la pienezza del carisma romualdino. Il carattere principale del terzo bene consiste nell'amore incondizionato o dono totale di se' che si manifesta mediante diverse forme, come la reclusione e il martyrium amoris che puo' assumere le tante forme del vissuto quotidiano. Ogni monaco e' chiamato a vivere i tre beni in un posto concreto, monastero o eremo, ma il terzo bene puo' andare anche oltre le strutture istituzionali e trovare delle nuove espressioni sotto l'ispirazione dello Spirito santo.
Oggi il"triplice bene" si esperimenta e si esprime anche attraverso una vita di sobrietas.
Una sintesi del triplex bonum si puo' scorgere anche nella vita di Gesu': la sua convivenza con i discepoli basata sulla legge di amore e di amicizia reciproca, i suoi ritiri frequenti nei luoghi solitari per pregare ed ascoltare nel silenzio la voce del Padre, la sua dedizione totale all'annunzio del regno di Dio fino a dare la sua vita sulla croce. Guidata dallo Spirito santo, la vita di Gesu' ci presenta un esempio eccellente del triplice bene della vita monastica.